
KITANO (BEAT) TAKESHI a cura di Michele Fadda e Rinaldo Censi
Stefano Sorbini Editore - Roma (Collana Frammenti) pagine 144 - Lire 20.000
Straordinario e originalissimo personaggio a cavallo tra performance artistiche differenti
- la televisione, la pittura, la letteratura (soprattutto in chiave polemica) e,
ovviamente, il cinema - Kitano Takeshi si è imposto come autore riconosciuto nel panorama
della cinematografia internazionale dopo il Leone d'oro vinto a Venezia
con Hana Bi. In realtà, però, "Beat Takeshi" era già da tempo
oggetto di culto tra i cinefili più accaniti e i frequentatori di festival. E a ragione.
Attraverso la sua straordinaria maschera attoriale, Kitano ha saputo realizzare un cinema
falsamente di genere noir, che, grazie a una perfezione formale davvero rara, si è
dimostrato capace di dare letteralmente fuoco al proprio odio nei confronti degli
stereotipi culturali e sociali della società giapponese. Con film come Violent Cop,
Boiling Point, Il silenzio sul mare e Kids Return, Kitano si è
fatto portavoce di una moralità sferzante capace al tempo stesso di imporsi come
riflessione sul
destino di un umanità sempre più ridotta a cosa e tuttavia pronta, in un desiderio di
vita inscindibile da una pulsione di morte, a combattere il proprio destino in un ultimo
disperato, e inattuabile, germe di rivolta.
Questo libro, la prima monografia pubblicata in Europa sul regista nipponico, analizza il
cinema di Kitano attraverso una serie di saggi a tema, e di schede accurate sui singoli
film. Con in più una sezione con intervista e scritti di Kitano inediti in Italia, a cura
di Maria Roberta Novielli.
In libreria da dicembre
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